World Cup 2002
2a prova, Yekaterinburg

Sono le 6.30 di mercoledi 15 maggio, quando il plotone azzurro si ritrova al check-in per Yekaterinburg. Un viaggio che ha le sembianze di un’odissea, infatti benchè le ore di volo siano soltanto 6, grazie a delle coincidenze assurde arriveremo a Yekaterinburg soltanto alle 5.30 del mattino del giorno dopo.

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Cristian in semifinale a Yekaterinburg (foto arch. uralclimbing.ru)

All'aereoporto ci accoglie Alexander Piratinsky, l'organizzatore di tutte le prove in terra Russa, con lui è presente anche la televisione subito pronta a farci domande e a chiederci pronostici riguardanti la manifestazione.

Passiamo la giornata di giovedì tra il letto e una breve passeggiata per la città. Yekaterinburg, in questi 6 anni che sono passati dall'ultima volta che c'ero stato è molto migliorata, o forse a renderla più bella è la primavera e il caldo che ci offre.

Venerdì mattina è l'ora dei quarti femminili. Nessuna sorpresa e tutte le migliori passano il turno, compreso Jenny e Lisa. In campo maschile invece arriva subito qualche sorpresa, come l'eliminazione di Andreas Bindhammer, finalista a Bolzano. Sia io che Flavio Crespi, invece, malgrado un acciaio furioso dovuto alla notte in bianco di mercoledì, riusciamo a passare il turno.

Sabato mattina iniziano le semifinali. Corriamo in contemporanea. E Jenny Lavarda e Lisa Benetti non riescono a qualificarsi finendo rispettivamente 17a e 20a. Jenny non riesce a fare un moschettonaggio poco dopo metà via, mentre Lisa si ferma qualche appiglio più in basso. La via sembrava molto bella e arrampicabile e veniva conclusa da Muriel, Sandrine e Martina. Anche il nostro percorso era molto bello e arrampicabile, con dei passaggi abbastanza tecnici, malgrado la struttura non sia grandissima. Il trio formato da Chabot, Mrazek e Pouvreau passeggiava la via lasciando staccati gli altri semifinalisti. Io mi guadagnavo la finale con l'ultimo posto disponibile, mentre Flavio non riusciva a toccare la mia presa e si doveva accontentare del 9° posto.

Dopo 3 ore passate in hotel a mangiare una pasta e rilassarsi un attimo, si ritorna in isolamento per l'ultimo round. Raphael Cabane, e il team di tracciatori russi, prepara due bellissimi itinerari, che si incrociano all'altezza del terzo spit, quindi le due finali si alterneranno tra una donna e un uomo. Parto per primo, arrampico abbastanza tranquillo e raggiungo il grosso volume a metà via, qui c'è un riposo e un passaggio molto complicato per aggirare il volume. Cerco di trovare la soluzione ma non la trovo se non dopo qualche minuto, riparto e arrivo fino ad una discesa su un tetto dove cado senza forze.

Le prime quattro ragazze invece cadono tutte in un passo di blocco posto in un diedro a metà via.
Christian Bindhammer e Douloub cadono ad un lancio al quarto spit, mentre Petit e Kazbekov finscono la benzina subito dopo il grosso volume.
Marietta Uhden è la prima ad arrivare nella parte alta della via, commette un errore di lettura e cade, alla fine sarà 3a. Sandrine Levet sta dietro alla tedesca e guadagna la 4a posizione. 2a è Muriel Sarkany che paga lo sforzo per passare il passo di blocco nel diedro. Con una marcia in più, almeno oggi, è invece Martina Cufar, la slovena arrampica benissimo, non commette errori e surclassa le avversarie con un’ottima prova.

E' l'ora dei tre giovani. Anche loro hanno qualche difficoltà a passare il volume, ma subito dopo si vede che in questo periodo hanno una marcia in più degli altri. Pouvreau è forse quello che ha un po’ meno forza ma che arrampica meglio dei tre, però stavolta si deve accontentare del 3° posto. 2° arriva Thomaz Mrazek, il suo è un modo di arrampicare molto dispendioso, commette molti errori tra cui quello che compromette una possibile vittoria. Magistrale Chabot, anche se il suo stile sembra precario, in realta è quello che sbaglia meno e che arrampica in maniera più efficace, anche questa volta vince dando più di due metri al secondo, e si conferma il dominatore di questa prima parte di stagione.

Ottima l'organizzazione. Anche in questa prova, erano ben sette le televisioni presenti e trenta i giornalisti. Sicuramente in questo paese c'è più rispetto per gli sport minori che da questa parte dell'Europa. Belle anche le vie e calda l'accoglienza. Unico neo il muro di riscaldamento un po’ piccolo.

Appuntamento a Imst l'8 e 9 Giugno, dove bisognerà cercare di cambiare i nomi sul podio, per non fare diventare troppo noiosa questa stagione, soprattutto per noi che siamo dietro.

Cristian Brenna


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