World Cup 2002
1a prova, Bolzano

Sabato 27 aprie 2002. è iniziata la Coppa del mondo difficoltà. In isolamento l'aria è elettrica, la prima gara dell'anno mette sempre un pò di agitazione agli atleti, sopratutto a quelli che come me non hanno ancora fatto una competizione in questa stagione. Dopo la ricognizione siamo tutti un pò più tranquilli, perchè la via sembra bella e molto arrampicabile, sensazione che svanisce subito dopo aver moschettonato il primo spit, infatti durante la visione non ci siamo resi conto di quanto fosse strapiombante la parete, e tenere le prese che sembravano buone diventa un pò più difficile.


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Comunque il plotone azzurro avanza alla semifinale, resta fuori solo Matthias Schmidl, atleta altoatesino, forse un pò nervoso dalla gara in casa. Anche tra le ragazze non ci sono problemi e le tre italiane passano il turno senza problema.

La mattina dopo è il turno della semifinale, dopo la ricognizione tutti sono consapevoli che si tratta di una via molto impegnativa, sia tra gli uomini che tra le donne. Io decido di arrampicare molto veloce cercando di sfruttare al meglio le piccole decontrazioni che trovo nella via. Raggiungo abbastanza facilmente l'uscita del tetto, qui mi impappino in un moschettonaggio e mi faccio letteralmente esplodere l'avambraccio destro.

Dopo essere riuscito a moschettonare, riparto, faccio due prese, ma non riesco a toccare la presa che mi regalava l'accesso alla finale, e mi devo accontentare dell'undicesimo posto. Essendo stato l'ultimo italiano a partire non posso raccontarvi le prestazione dei miei compagni, Crespi bravissimo agguanta la sesta piazza provvisoria e stacca il biglietto per la sua seconda finale in WC, Dino è 12°, Alberto ?, Luca ?, e Stefano ?. Impressionante da vedere invece la prova di Pouvreau e Chabot, che passeggiano letteralmente questa via, una spanna sopra tutti. Tra le ragazze Muriel è la più in alto davanti a Sandrine Levet e Katrin Seldelmayer. Luisa Iovane (9a) sfiora la finale (non le viene data toccata una presa che l'avrebbe mandata in finale, Jenny Lavarda agitatissima conclude al 20° posto mentre Lisa Benetti è 18a.

Alle 16.30 inizia la finale, nella via maschile la prima sezione è molto impegnativa e sfianca gli atleti, Flavio raggiungeva un ottima sesta posizione, ma veniva retrocesso alla nona perché caricava inavvertitamente uno spit con un piede, comunque è stato uno di quelli che ha arrampicato meglio, Mrazek scivola alla fine del tetto e si deve accontentare del terzo posto, Pouvreau, un po' teso cade a cinque movimenti dalla fine, Alex Chabot invece passeggia anche questa via e con tre top (l'unico a non cadere nella tre giorni) conquista la prima posizione.

Tra le ragazze è Muriel ad avere la meglio su Sandrine, terza la giovanissima atleta slovena Natalia Gros, l'altra slovena Martina Cufar, una delle favorite alla vittoria commette lo stesso errore di Flavio e viene retrocessa all'ultimo posto della Finale. Un plauso all'organizzazione che ha creato un evento intorno alla gara, e più di mille spettatori sono un bel risultato per una gara fatta in un palazzetto, nonostante la bellissima giornata che invogliava a fare altre cose. Bravi anche i tracciatori Laurant Laport, Donato Lella e Mario Prinoth, semplicemente perfetti gli itinerari, pochi parimerito e sopratutto il vincitore e la vincitrice che concludono la finale.

La nuova struttura Plastic Rock, in plastica riciclata è stata molto apprezzata dai tracciatori per la possibilità di articolare meglio gli itinerari grazie alla grande quantità di buchi presenti per metro quadro, un pò meno dagli atleti che in questo modo non possono più sfruttare l'aderenza dei pannelli nei tratti meno strapiombanti.


Appuntamento a tutti tra tre settimane per il resoconto della trasferta Russa a Jekaterinburg, seconda tappa della Coppa del Mondo

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