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VALLE DELL'ORCO: Free Itaca nel sole
Itaca Nel sole, è stata salita nel Giugno del 75 da Gian Piero Motti e Guido Morello, dalla cengia a metà parete, partiva la famosa lunghezza dello specchio, e poi continuava con un altro tiro che segue una fessura. Queste due lunghezze non erano ancora state salite in libera. Sullo Specchio c’erano stati dei tentativi negli anni ottanta da parte di Marco Pedrini prima, e di Beppe Dallona, Manolo e Roberto Bassi dopo. Il tiro era stato valutato 7b/A0, mentre per quanto riguarda la lunghezza successiva non sembra che nessuno l’abbia mai provata in libera.


Free Itaca nel sole
- Video: Free Itaca nel sole
- Portfolio Andrea Gallo




Cristian Brenna su Itaca nel sole
foto Andrea Gallo
Portfolio




VALLE DELL'ORCO: Free Itaca nel sole


Itaca Nel sole, è stata salita nel Giugno del 75 da Gian Piero Motti e Guido Morello, dalla cengia a metà parete, partiva la famosa lunghezza dello specchio, e poi continuava con un altro tiro che segue una fessura. Queste due lunghezze non erano ancora state salite in libera. Sullo Specchio c’erano stati dei tentativi negli anni ottanta da parte di Marco Pedrini prima, e di Beppe Dallona, Manolo e Roberto Bassi dopo. Il tiro era stato valutato 7b/A0, mentre per quanto riguarda la lunghezza successiva non sembra che nessuno l’abbia mai provata in libera.

All’inizio di Aprile, Marzio Nardi mi propone di andare a fare un giro sulla via, un po’ per curiosità, perché lo Specchio visto da terra e ha una linea incredibile, e un po’ per cercare nuovi terreni di gioco, cosi ci ritroviamo alla base della parete con una quantità di materiale inutile, visto che nessuno dei due ha una grande esperienza nel scegliere le protezioni.

Il primo giorno lo abbiamo dedicato alla lunghezza dello specchio, abbiamo controllato le protezioni, ottime, visto che sul tiro ci sono anche tre spit, e lo abbiamo ripulito dai licheni, anche se non era sporchissimo.



Il secondo giorno ci siamo concentrati sul tiro successivo, che a differenza del precedente era veramente in pessimo stato, ci sono volute più di tre ore di spazzola per pulire tutta la fessura e il metro a sinistra e a destra per gli appoggi, purtroppo però le due “volpi” avevano dimenticato il martello a casa cosi da non poter controllare le protezioni. Protezioni che sono state sistemate il terzo giorno, dopo essere riuscito a liberare al secondo tentativo lo specchio.

Martedì tredici Maggio riuscivo a salire entrambe le lunghezze in libera, ma mentre lo Specchio lo salivo al primo tentativo, il tiro successivo riuscivo a concatenarlo solo al secondo giro. Marzio purtroppo saliva in libera solo lo Specchio, a dovrà rimandare la riuscita alla prossima volta. Questo per quanto riguarda la cronaca.

Il tiro dello Specchio comincia con una fessura difficile da incastro di dita, questa sezione è lunga un sei metri, da qui continua meno sostenuta fino sotto ad un tettino dove c’è un buon riposo prima degli ultimi sei/sette metri. Quest’ultimo tratto è una fessura che diventa sempre più stretta fino a diventare toppa, qui c’è l’ultimo boulder, che consiste in un lungo lancio di destro al bordo del muro, mentre nella mano sinistra si ha una piccola tacca per tre dita, pensiamo che questo passaggio sia intorno al 7A blocco. Trenta metri veramente entusiasmanti che valutiamo 8A.

Il tiro successivo è lungo una ventina di metri, la parte più difficile sono i primi quindici, dove si può veramente cadere da un momento all’altro, si è sempre fuori equilibrio, e gli appigli non superano mai la prima falange. Una lunghezza veramente sostenuta che penso sia valutabile 8B.

Per rispetto verso i primi salitori non abbiamo aggiunto ne spit ne chiodi in tutte e due le lunghezze, e abbiamo lasciato anche la chiodatura originale, a scapito di un appiglio situato al quarto chiodo della lunghezza sopra lo specchio. Sullo specchi tutte le protezioni sono ottime tranne un chiodo nella traversa sotto il tettino, comunque in un tratto abbastanza facile. Per quanto riguarda il tiro successivo bisogna assolutamente non cadere prima di moschettonare il terzo chiodo perché si arriva quasi sicuramente sulla cengia, e cercare di non cadere sul quarto e sul settimo chiodo, che non sono proprio affidabili, anche se mi è capitato di cadere sul quarto e ha tenuto. La sosta sulla placca è su un chido solo, quindi portarsi da integrare.

E’ difficile raccontare le emozioni che ci hanno accompagnato in questa nuova avventura per noi, dall’inizio fino alla riuscita, comunque come sempre sono “good vibrations”, che solo l’arrampicata sa dare. Alla prossima...



Video: Free Itaca nel sole
di Marzio Nardi


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