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    giovedì, 24.05.2012

    Sono in Zillertal a casa di Geri aspettando che il tempo migliori un po’ per andare a fare due tiri, tra un caffè e l’altro decido di scrivere due righe per raccontarvi quello che ho fatto in questo ultimo periodo. Aprile è stato caratterizzato da grande precipitazioni, quindi tanta acqua in basso e neve in alto.

    Sfruttando le abbondanti precipitazioni sono riuscito a togliermi ancora qualche soddisfazione con le assi sotto i piedi e fare qualche entusiasmante discesa, sia vicino agli impianti sia qualche scammellata come il Canale del Cercen, caratterizzato quest’anno a causa della poca neve alle quote inferiori di una mega ravanata negli ontani per poter raggiungere i pendii dove far scivolare i nostri attrezzi preferiti.

    Per quanto riguarda il discorso appigli ho passato il mese di aprile a tirare più quelli di resina che quelli reali, prima come tracciatore della prima prova di Coppa Italia di Boulder a Milano nella palestra “Way-out” con Enrico, poi quelli della sala “Mano Piede” a Pianborno. Con l’arrivo di Maggio le condizioni sono leggermente migliorate, concedendo qualche bella giornata di arrampicata. Così è scattata la ricerca di qualche progetto da salire, in realtà più che ricerca sono tornato a provare due vie che avevo già lavoricchiato un po’ la scorsa stagione, Cinque uve a Narango e Scoglio di Capri al Bus de Vela. Il progetto di Narango però era molto bagnato a causa delle forti precipitazioni, così che la scelta è andata sulla via del Bus de Vela, un 8c liberato da Gabri Moroni lo scorso anno e ripetuto a vista da un impressionante Adam Ondra, in una breve visita a questa nuova falesia.

    Lo scorso autunno avevo già messo le mani su questa via, ma il difficile passo di blocco a circa un terzo di via mi aveva sempre respinto, riuscivo a malapena fare i singoli movimenti, quindi più che tentativi concreti provavo la via per cercare di allenarmi un po’ senza troppa convinzione sul fatto che avrei potuto salirla. Questa primavera tornato sul progetto ho capito di avere delle ottime chance di riuscire a salirla, infatti il difficile boulder iniziale mi è venuto subito il primo giorno, il resto della via è più una questione di resistenza, quindi sapevo che in un po’ di tentativi avrei trovato il giusto ritmo per poterla salire sfruttando al meglio il riposo a metà e qualche altra decontrazione; domenica 13 tutto è andato per il verso giusto, al secondo giro della giornata sono riuscito a passare la corda in sosta. Visto che era dal 2008 che non salivo una via di questa difficoltà devo dire che sono molto contento di essere riuscito a tornare ad arrampicare su questi livelli.

    In questi giorni qui in Zillertal ho trovato del nuovo pane per i miei denti, una via molto fisica e di grande resistenza, che fino a questo momento mi sta dando del filo da torcere. Adesso aspetto che la meteo torni decente per tornare all’assalto di questo nuovo challenge, vi terrò informati.