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Estate 2002
torna ad action ![]() ![]() Tre Cime di Lavaredo, la parete Nord della Cima Ovest (ph Planetmountain.com) |
Hello amici del www.cristianbrenna.com, vi chiedevate come mai il sottoscritto non desse più notizie, molto semplice la ghisa mi ha impedito di fare delle fantastiche realizzazioni questa estate, e quindi no news, ma in realtà qualcosina ho fatto, adesso vi racconto. Iniziamo da agosto, sono stato a Ceuse per provare e cercare di portare a casa la mitica Realization, l'obiettivo però è subito svanito, infatti il male al dito mi impediva di fare il primo passo di blocco, quindi figuratevi che motivazione nel provare il resto. Ridimensionato l'obiettivo mi sono lanciato su La cadre, un 8c di una trentina di metri con un passo di blocco all'uscita, dove perenemente cadevo, preso anche questo bastone mi sono consolato col la on sight della tecnicissima Femme blanche, un 8a+ very old school, comunque una delle più belle vie del massiccio di Ceuse. Bellavista. Settembre è il mese del rock master, dopo la gara che ormai sapete tutti come è andata, mi sono recato con Bubu alle Tre Cime di Lavaredo per provare Bellavista il masterpiece di Alex Huber, per dovere di cronaca all'inizio avevo pensato di andare a fare un giro solo per curiosità, visto che era la mia prima esperienza in Dolomiti, il problema che una volta arrivato li mi è subito venuta voglia di provarla un po più seriamente. Il primo giorno saliamo con i Jumar fino alla sosta del tiro chiave, dopo aver assicurato Bubo sono partito per il primo giro di ricognizione, dopo i primi metri dove ero leggermente contratto, "c'è un po' di vuoto", man mano che salivo mi ambientavo un po di più e riuscivo ad arrampicare in maniera più decontratta, comunque mi appendevo ad ogni chiodo per cercare di memorizzare al meglio i movimenti, questo mi consentiva di arrivare in sosta senza cadute. Il giorno dopo Bubu riusciva a concatenare la via, e la storia ormai la sapete tutti, io provavo in top il tiro chiave e i tiri successivi, mentre la prima parte per fare più veloce a causa della notte che stava arrivando e il freddo "becco" che faceva l'ho fatta di corsa sulle jumar. Day 3, decido di provare con la corda dall'alto i primi cinque tiri, dove la roccia è veramente marcia e dove se cadi si rischia di farsi veramente male. Il quarto giorno decido di fare un tentativo, sono un po affaticato, ma la meteo mette acqua dal giorno dopo, quindi no chances, si parte e belli cattivi. Il primo tiro all'inizio è abbastanza su roccia sana, fino dopo il passo chiave, dove la roccia diventa decisamente marcia. Arrivato in sosta decido come Bubo di concatenare il secondo e terzo tiro in uno, cosi come il quarto e il quinto, per essere più veloce e prendere meno freddo alle soste visto che la temperatura è vicino allo zero. Dopo una mezzora parto sul tiro chiave, arrampico un po' contratto sui primi difficili metri, all'altezza della sosta intermedia mi riposo un po' su una banchetta piatta che permette di decontrarre, da qui riesco ad arrampicare in modo più fluido, anche se mi sento un po' affaticato dai tre giorni precedenti, comunque riesco ad arrivare all'ultimo chiodo, moschetto e inizio gli ultimi metri di traversata, ormai sono sugli ultimi tre movimenti, dimentico di abbassare un piede e mentre mi allungo a prendere una presa di spalla di fianco alla catena, pardon sosta, mi sbilancio e cado. Dopo una serie di improperi che avranno sentito da Misurina e Dobbiaco, decido di scendere a terra, ormai sono troppo stanco per fare un altro tentativo, sarà per la prossima. Questa su Bellavista è stata una delle mie più belle esperienze di arrampicatore, devo ringraziare Bubu che mi ha permesso di provare una via che con la mia esperienza non sarei stato in grado di affrontare in questo momento. Volevo ritornare sulla via i primi di ottobre, ma alle tre cime è arrivata la neve, quindi un'altra quasi fatta e arrivederci all'anno prossimo. L'ira. Ottobre: ritorno al Cubo per un vecchio progetto L'Ira, l'ultima via dura che mi manca nel santuario di padre Gnerro. Dopo averla provata un paio di volte in primavera ritorno sull'ira, una via con una prima parte di grande resistenza (8b), seguita da un boulder difficile (7b+) e una resistenza asfissiante fino alla sosta. Il 7 ottobre finalmente moschettono la catena, dopo circa una decina di tentativi, confermo il grado di 8c/c+ dato da Alberto, per me è come l'uscita da un tunnel, visto che la mia ultima di queato grado è stata Le Syndacalistes. Per finire in quel di Castelbianco ho salito a vista Tremarella, a very cool 8a. Cristian Brenna |
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