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    domenica, 6.11.2011

    La conca del Tredenus è uno dei massicci più interessanti del gruppo dell’Adamello, le sue guglie di roccia scura sono un terreno di gioco per tutti gli arrampicatori, sia che prediligano le vie più classiche sia vie di carattere più sportivo. Il lungo avvicinamento e la mancanza di rifugi ne hanno fatto un luogo affascinante e non particolarmente frequentato, dal paese di Cimbergo bisogna prima seguire le indicazioni per Volano, qui si arriva agevolmente con una quattro per quattro, mentre con altre autovetture bisogna parcheggiare un po’ prima e raggiungere il Rif. De Marie zaino in spalla. Da qui parte il sentiero che in circa tre ore di cammino porta al bivacco CAI Macherio, confortevole campo base per tutte le ascensioni.

    Oggi vi racconto di due itinerari di difficoltà classiche che vanno bene per essere ripetuti in un week-end, il primo di stampo sportivo e il secondo più classico. Il Naso di Tredenus è la prima struttura che si incontra salendo verso il Biv. Macherio, una bella guglia caratterizzata dal tetto sommitale che da il nome alla stessa, quest’ultima si raggiunge in un oretta e mezza dalla conca del Volano e risulta essere un buon compromesso per effettuare una bella salita prima di continuare il cammino verso il Bivacco. “Desiderio sofferto” è una bella via che alterna passi in aderenza e una bella arrampicata in fessura sempre ben protetta a spit, con la possibilità di integrare con protezioni veloci i tratti più esposti. Abbinata con la variante “Paolino al sole” è sicuramente una salita ideale per prendere confidenza con la liscia roccia del Tredenus, visto che le difficoltà non superano il 6a+, ma dove comunque una certa padronanza nell’uso dei piedi risulta fondamentale. Se invece masticate gradi più alti potete optare per “Piercing al Naso” la via più difficile della parete.

    Dopo un bellissimo tramonto con vista di tutte le prealpi bresciane e una notte in un posto veramente unico, il secondo giorno si può tranquillamente e in una mezzoretta dal bivacco andare a salire la “Via degli Amici” al Corno delle Pile, che con la sua parete di trecento metri è la cima più alta della conca, qui a differenza del Naso la rigorosa etica dei primi salitori ha fatto si che gli itinerari siano estremamente impegnativi e sapersi proteggere clean è la prima regola per poter ripetere questi itinerari in assoluta sicurezza. La via sale al centro la grande placconata del Corno, con una elegante arrampicata in fessura, a tratti viste le scarse ripetizioni disturbata dall’erba, mentre la seconda parte offre una scalata più tranquilla e molto varia tra fessure, placche e diedri. Anche la discesa che si svolge nell’altro versante è da percorrere con la dovuta attenzione, qualche doppia e qualche tratto esposto completano la lunga giornata di arrampicata. Il tutto rende complessivamente questa via una delle più impegnative del Tredenus. Se ho svegliato la vostra curiosità e volete qualche informazione in più contattatemi pure senza esitazioni.